Chiara Camoni: Forra, fiorame, fogliame. Mondo di sopra, mondo di sotto. E piccole creature / Gorge, Bloom, Foliage. World Above, World Below. And Small Creatures

Le opere di Chiara Camoni sono sintesi del paesaggio naturale ed emozionale da cui derivano: nascono dalla lavorazione di materie prime raccolte nel giardino dell’artista o nella campagna circostante ma sono anche il frutto di una condivisione di metodi e riflessioni. La sua pratica recupera un’idea di autorialità diffusa, di lavoro corale che concorre alla generazione di una memoria collettiva, di una storia comune.

Camoni sacralizza gesti familiari e circostanze ordinarie, costruisce un sistema di relazioni fondato sull’analogia tra arte e vita, un’ambiguità che permea la stessa produzione dell’artista e che permette ai suoi piatti, vasi e tessuti di acquisire simultaneamente lo statuto di oggetti d’uso comune e di opere d’arte. È un’attitudine archeologica quella di riconoscere nel manufatto qualità estetiche a partire da funzioni rituali, ma è anche l’abilità di preservare la sedimentazione di senso eludendo categorizzazioni limitanti.

Per IUNO Chiara Camoni effettua precisamente questa duplicazione prospettica, delineando un progetto che intende riflettere sulle possibilità interpretative e le potenzialità performative del quotidiano a partire dall’analisi e l’esperienza di due azioni usuali come passeggiare in città e pasteggiare in compagnia.

Il primo strumento di indagine è dunque un percorso per le strade di Roma guidato da Michele Tocca, artista e amico di Chiara. Dal Mausoleo di Augusto si procede verso un’altra celebre sepoltura imperiale, Castel Sant’Angelo, per poi raggiungere la sede di IUNO. La passeggiata è un’occasione per introdurre e ragionare sull’idea di Selvatico, la nostra parola dell’anno, e per schiudere nuovi orizzonti di significato su paesaggi urbani tanto familiari da essere ormai oggetto di uno sguardo abulico.
La selva, il giardino, l’atto stesso di camminare sono poi al centro di una serie di letture, svolte nella sede di IUNO e pensate per approfondire le suggestioni derivate dal percorso appena svolto. Il passaggio dall’esterno del giardino all’interno della casa è il presupposto per la costituzione di uno spazio, quello della condivisione, da Illich descritto come “personale, ma mai esclusivo”. Una soglia, attraversata la quale si compartecipa alla definizione di un gruppo, mai elitario, eppure in un certo senso privilegiato, perché costituente una comunità.

Il convivio rappresenta l’ultima fase del progetto, il consolidamento di quello “spirito di amicizia” generato dall’esperienza condivisa. Il pasto permette anche di sperimentare un’inedita modalità di fruizione artistica. In questa occasione i piatti realizzati dall’artista verranno utilizzati come recipienti alimentari per poi essere esposti come vere e proprie opere d’arte. Il confine tra funzione artistica e pratica non è perciò delineato: le stesse caratteristiche formali dei piatti e una certa difficoltà nel loro utilizzo ne assicurano il continuo passaggio di stato.
I manufatti si calano così entro una dimensione performativa che è cardine di questa ricerca, e più in generale, della poetica di Chiara Camoni.

 
Seminario: 12 aprile ore 18:00 – 20:00. Partenza da Ponte degli Angeli, davanti all’ingresso del Parco della Mole Adriana.
Convivio: Posti limitati fino a un massimo di 16 ospiti. Prenotazione obbligatoria a info@iunoiuno.it entro il 3 aprile.
Mostra: 13 aprile – 13 giugno ogni lunedì, mercoledì e venerdì su appuntamento.

 
Chiara Camoni (1974, Piacenza) vive a lavora a Fabbiano, in Alta Versilia. Lavora con il disegno, le stampe vegetali, il video e la scultura, in particolare con la ceramica. Le sue opere vengono spesso realizzate in collaborazione con amici e parenti, in gruppi estemporanei o attraverso seminari e workshop organizzati. “Il Centro di Sperimentazione” da alcuni anni compare accanto all’artista e raccoglie le varie forme di autorialità condivisa. Insieme ad altri artisti ha fondato il MAGra, Museo di arte contemporanea di Granara, e il gruppo Vladivostok. Con Cecilia Canziani sviluppa da alcuni anni il ciclo di seminari “La Giusta Misura”.
Tra le mostre recenti: La Meraviglia, a cura di Alice Motard, CEAAC, Strasbourg, FR (2021); Deux Soeurs, a cura di Alice Motard, CAPC, musée d’art contemporain de Bordeaux, Bordeaux, FR (2021); Our Silver City, 2094, Nottingham Contemporary, Nottingham, UK (2021); IO DICO IO, a cura di Cecilia Canziani, Lara Conte e Paola Ugolini, Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma, IT (2021); 17a Quadriennale di Roma, a cura di Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, Palazzo delle Esposizioni, Roma, IT (2020); Artifices instables, Storie di ceramiche, a cura di Cristiano Raimondi, Nouveau Musée National de Monaco – Villa Sauber, Monaco (2020); About this and that. The self and the other. Like everything, Mostyn, Llandudno, Wales, UK (2019); Sui Generis, con Bettina Buck, a cura di Cecilia Canziani, Le Murate, Firenze, IT (2019); I remember earth, Magasin des Horizon, Grenoble, FR (2019); Mondi Perfetti, SpazioA, Pistoia, IT (2019); Sisters, MIMA - Middlesbrough Institute of Modern Art, Middlesbrough, UK (2018); La Vita Materiale. Otto stanze, otto storie, a cura di Marina Dacci, Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, IT (2018); Il disegno del disegno, a cura di Saretto Cincinelli, Museo Novecento, Firenze, IT (2018).
Chiara Camoni fa parte del comitato scientifico di IUNO per l’anno in corso, insieme a Daniele Balicco e Adrienne Drake.

Testo critico di Giulia Gaibisso

Foto: 
Chiara Camoni, Piatti, 2021
gres smaltato con cenere vegetale e sabbia, stampa vegetale su seta
dimensioni variabili
dettaglio dell'installazione
Courtesy SpazioA, photo by Camilla Maria Santini 

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Chiara Camoni
Gorge, Bloom, Foliage. World Above, World Below. And Small Creatures

Chiara Camoni's works are a synthesis of the natural and emotional landscape from which they derive; they arise from the processing of raw materials collected in the artist's garden or in the surrounding countryside but are also the result of a sharing of methods and reflections. Her practice recovers an idea of ​​widespread authorship, of choral work that contributes to the generation of a collective memory, of a common history.

Camoni sacralizes family gestures and ordinary circumstances, building a system of relationships based on the analogy between art and life, an ambiguity that permeates the artist's own production and that allows her plates, vases, and fabrics to simultaneously acquire the status of objects of common use and works of art. It is an archaeological attitude to recognize aesthetic qualities in the artifact starting from ritual functions, but it is also the ability to preserve the sedimentation of meaning by eluding limiting categorizations.

For IUNO, Chiara Camoni carries out precisely this perspective duplication, outlining a project that intends to reflect on the interpretative possibilities and performative potential of everyday life, starting from the analysis and experience of two usual actions such as walking in the city and dining in company.

The first investigation tool is therefore a journey through the streets of Rome led by Michele Tocca, artist and friend of Chiara. From the Mausoleum of Augustus we proceed towards another famous imperial burial, Castel Sant’Angelo, to then reach the seat of IUNO. The walk is an opportunity to introduce and consider the idea of ​​Selvatico (the wild and untamed), our word of the year, and to open new horizons of meaning on urban landscapes so familiar they are now the object of an apathetic gaze.

The forest, the garden, and the very act of walking are then at the center of a series of readings, carried out in the IUNO headquarters and designed to deepen the suggestions derived from the path just followed. The passage from the outside of the garden to the inside of the house is the prerequisite for the establishment of a space, that of sharing, described by Illich as "personal, but never exclusive." A threshold, crossed which one shares in the definition of a group, never elitist, yet in a certain sense privileged, because it constitutes a community.

The banquet represents the last phase of the project, the consolidation of that "spirit of friendship" generated by the shared experience. The meal also allows the experience an unprecedented mode of artistic enjoyment. On this occasion, the dishes created by the artist will be used as food containers and then exhibited as real works of art. The boundary between artistic and practical function is therefore not delineated; the same formal characteristics of the dishes and a certain difficulty in their use ensure their continuous change of status.

The artifacts thus fall within a performative dimension that is the cornerstone of this research, and more generally, of Chiara Camoni's poetics.


Seminar: April 12, 6 pm - 8 pm. Meeting point: Ponte degli Angeli, in front of the entrance of the Parco della Mole Adriana
Banquet: Places are limited to 16 guests. Reservation required at info@iunoiuno.it by April 3.
Exhibition: April 13 - June 13 - Monday, Wednesday and Friday by appointment.
 
 
Chiara Camoni (1974, Piacenza) lives and works in Fabbiano, in Alta Versilia. She works with drawing, vegetal prints, video and sculpture, in particular with ceramics. Her works are often created in collaboration with friends and family, in extemporaneous groups or through organized seminars and workshops. "Il Centro di Sperimentazione" has been appearing alongside the artist for a few years now and collects the various forms of shared authorship. Together with other artists she founded MAGra, Museum of Contemporary Art of Granara, and the group Vladivostok. With Cecilia Canziani she has been developing for some years the cycle of seminars "La Giusta Misura". Among the recent exhibitions: La Meraviglia, curated by Alice Motard, CEAAC, Strasbourg, FR (2021); Deux Soeurs, curated by Alice Motard, CAPC, musée d'art contemporain de Bordeaux, Bordeaux, FR (2021); Our Silver City, 2094, Nottingham Contemporary, Nottingham, UK (2021); IO DICO IO, curated by Cecilia Canziani, Lara Conte and Paola Ugolini, Galleria Nazionale di Arte Moderna, Rome, IT (2021); 17a Quadriennale di Roma, curated by Sarah Cosulich and Stefano Collicelli Cagol, Palazzo delle Esposizioni, Rome, IT (2020); Artifices instables, Storie di ceramiche, curated by Cristiano Raimondi, Nouveau Musée National de Monaco - Villa Sauber, Monaco (2020); About this and that. The self and the other. Like everything, Mostyn, Llandudno, Wales, UK (2019); Sui Generis, with Bettina Buck, curated by Cecilia Canziani, Le Murate, Florence, IT (2019); I remember earth, Magasin des Horizon, Grenoble, FR (2019); Mondi Perfetti, SpazioA, Pistoia, IT (2019); Sisters, MIMA - Middlesbrough Institute of Modern Art, Middlesbrough, UK (2018); La Vita Materiale. Eight rooms, eight stories, curated by Marina Dacci, Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, IT (2018); Il disegno del disegno, curated by Saretto Cincinelli, Museo Novecento, Florence, IT (2018).
Chiara Camoni is part of the scientific committee of IUNO for the current year, together with Daniele Balicco and Adrienne Drake.

 
Critical text by Giulia Gaibisso

Photo: 
Chiara Camoni, Piatti, 2021 
stoneware glazed with vegetable ash and sand, vegetable print on silk 
dimensions variable 
installation view detail 
Courtesy SpazioA, photo by Camilla Maria Santini