ANDREA MARTINUCCI: LA MEMORIA DELLE COSE

La memoria delle cose, il laboratorio pensato da Andrea Martinucci per IUNO, è ideato per riflettere su temi quali la memoria personale, la perdita e la percezione del tempo, come strumenti non solo di osservazione della realtà ma anche di elaborazione di contenuti inconsci.  
Alternando tecniche di descrizione analitica e di registrazione estemporanea di emozioni, ricordi o sensazioni, le attività laboratoriali propongono nuove modalità di riflessione sugli oggetti quotidianamente vissuti, per rivelarne le potenzialità evocative. Investiti di un valore sentimentale particolare o casualmente sopravvissuti allo scarto, essi sono in effetti testimonianze tanto materiali quanto esistenziali: descrivere e ragionare sui valori loro attribuiti equivale a trascenderne l’uso per recuperarne le componenti emozionali e psicologiche. 
A partire dalla selezione di alcuni oggetti personali secondo modalità e tempi differenti, ogni partecipante è invitato a raccontarsi in maniera inedita, dando spazio alla dimensione del ricordo e dell’inconscio, costruendo una narrazione personale svincolata dai canoni della presentazione normata. 
Procedendo dal generale al particolare, dall’oggettivo al soggettivo, il laboratorio di Andrea Martinucci intende così sviluppare una riflessione intorno allo scorrere del tempo, la sua percezione e il legame che con esso assumono gli oggetti, attraverso un esercizio di dialogo e di lettura condivisa, in uno spazio di ascolto e fiducia reciproca.    

 

Andrea Martinucci (1991, Roma) è un artista visivo che vive e lavora tra Milano e Roma.
Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni e spazi sperimentali come Institut Français - Palazzo delle Stelline (Milano, 2016); IIC Los Angeles (Los Angeles, 2022); Mattatoio (Roma, 2016); Palazzo Reale (Milano, 2019); Tang Contemporary Art (Hong Kong, 2020); FuturDome (Milano, 2017); Palazzo delle Esposizioni (Roma, 2012); VUNU Gallery (Kosice, 2020); ZETA Contemporary Art Center (Tirana, 2021); Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova, 2012); Museo d'Arte e Archeologia della Maremma (Grosseto, 2017); Fondazione Pastificio Cerere (Roma, 2012) e In De Ruimte Space (Gent, 2019).
Nel 2020 è stato tra i vincitori di Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere (MAECI-DGSP/MiC-DGCC), con Turbomondi (Melodia), una video installazione destinata alla Collezione Pubblica dell'Istituto Centrale per la Grafica, Roma. Ha preso parte a diversi progetti, tra i quali: Tonight we are young - New Italian Art, Triennale (Milano, 2022); Fenomeno Pasquarosa, La Fondazione - Fondazione Nicola Del Roscio (Roma, 2020); MANIFesta - Iniziative di II, MACRO - Museo d'Arte Contemporanea di Roma (Roma, 2021); Rereading the Archive, Fondazione ICA (Milano,  2022) e SPRINT, O’ Space (Milano, 2017). 

 

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 ANDREA MARTINUCCI: WORKSHOP "THE MEMORY OF THINGS 

The memory of things, the workshop conceived by Andrea Martinucci for IUNO, wishes to reflect on themes such as personal memory, loss and the perception of time, as tools not only for observing reality but also for processing unconscious content.  
Alternating between techniques of analytical description and extemporaneous recording of emotions, memories or sensations, the workshop activities propose new ways of reflecting on daily experienced objects to reveal their evocative potential. Invested with a particular sentimental value or casually surviving discard, they are indeed testimonies as much material as they are existential: describing and reasoning about the values attributed to them is tantamount to transcending their use in order to recover their emotional and psychological components. 
Starting with the selection of a few personal objects, each participant is invited to tell his or her story in a new way, giving space to the dimension of memory and the unconscious, constructing a personal narrative released from the methods of a canonical presentation. 
Proceeding from the general to the particular, from the objective to the subjective, Andrea Martinucci's workshop thus aims to develop a reflection around the passing of time, its perception and the connection that objects take on with it, through an exercise of dialogue and shared reading, within a space of listening and mutual trust.     

 

Andrea Martinucci (b. 1991, Rome, IT) is a visual artist who lives and works between Milan and Rome.
His work has been exhibited in institutional and experimental spaces such as Institut Français - Palazzo delle Stelline (Milan IT, 2016); IIC Los Angeles (Los Angeles USA, 2022); Mattatoio (Rome IT, 2016); Palazzo Reale (Milan IT, 2019); Tang Contemporary Art (Hong Kong CN, 2020); FuturDome (Milan IT, 2017); Palazzo delle Esposizioni (Rome IT, 2012); VUNU Gallery (Kosice SK, 2020); ZETA Contemporary Art Center (Tirana AL, 2021); Museum of Contemporary Art of Villa Croce (Genoa IT, 2012); Museum of Art and Archaeology of Maremma (Grosseto IT, 2017); Fondazione Pastificio Cerere (Rome IT, 2012) and In De Ruimte Space (Gent BE, 2019).
In 2020 he was among the winners of Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere (MAECI-DGSP/MiC-DGCC), with Turbomondi (Melodia), a video installation destined for the Public Collection of Istituto Centrale per la Grafica, Rome, IT. He took part in several projects, among which: Tonight we are young - New Italian Art, Triennale (Milan IT, 2022); Fenomeno Pasquarosa, La Fondazione - Nicola Del Roscio Foundation (Rome IT, 2020); MANIFesta - Iniziative di II, MACRO - Museum of Contemporary Art of Rome (Rome IT, 2021) and SPRINT, O’ Space (Milan IT, 2017).